
Confcooperative Federsolidarietà Sardegna su aumento costi
Welfare sardo sotto pressione: l’aumento dei costi mette a rischio la sostenibilità dei servizi
Il Pres. Confcooperative Federsolidarietà Sardegna, Antonello Pili: «Energia e carburanti stanno incidendo pesantemente sulle strutture sociali e sociosanitarie. Governo e Regione intervengano per tutelare la continuità dei servizi»
Confcooperative Federsolidarietà Sardegna richiama l’attenzione sull’aumento dei costi di gestione delle strutture sociali e sociosanitarie. Energia, carburanti, alimentari e costo del lavoro pesano sempre di più sui bilanci. La preoccupazione è che gli effetti delle attuali tensioni internazionali possano compromettere la sostenibilità di servizi essenziali per migliaia di persone e famiglie sarde.
Cagliari, 16 settembre 2026
“L’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti, unito alla crescita generale delle principali voci di spesa, sta determinando una situazione di difficoltà diffusa per le cooperative sociali che gestiscono servizi essenziali in Sardegna, in molti casi rischiando di compromettere pesantemente la presenza nei territori”, ha sostenuto Antonello Pili, Presidente di Confcooperative Federsolidarietà Sardegna e recentemente eletto Vice Pres. di Federsolidarietà nazionale, nel corso di una riunione degli organi della Federazione regionale.
Si tratta di realtà produttive fondamentali: “Comunità per minori, strutture per persone con disabilità, comunità integrate per anziani, servizi per la salute mentale, servizi domiciliari e strutture sociosanitarie operano ogni giorno, spesso ventiquattro ore su ventiquattro e per 365 giorni all’anno, garantendo assistenza e sostegno alle persone più fragili”, ricorda Pili, che evidenzia come “…per queste realtà, gli aumenti dei costi non possono essere assorbiti semplicemente riducendo consumi o prestazioni”.
Un allarme forte quello lanciato da Confcooperative Federsolidarietà Sardegna, che chiede al Governo nazionale e alla Regione di valutare specifiche misure di sostegno per fronteggiare gli effetti che l’instabilità internazionale e l’aumento dei prezzi energetici stanno producendo anche sul sistema dei servizi sociali e sociosanitari.
“Siamo di fronte a costi che le cooperative non possono controllare e che rischiano di incidere in maniera sempre più pesante sulla sostenibilità dei servizi”, afferma il Presidente di Federsolidarietà Sardegna, evidenziando che “l’aumento dell’energia e dei carburanti non è un problema che riguarda soltanto l’industria, i trasporti o le famiglie. Riguarda anche le strutture che ogni giorno assistono anziani, minori, persone con disabilità e persone in condizioni di fragilità e che hanno una caratteristica fondamentale: devono avere continuità”.
Nel corso dell’incontro della Federazione è emerso che la caratteristica fondamentale dei servizi sociali e sociosanitari è la loro continuità. Una comunità residenziale non può decidere di sospendere l’attività quando aumentano i costi dell’energia.
Non può ridurre il riscaldamento oltre determinati limiti, diminuire i pasti, interrompere gli accompagnamenti alle visite mediche o ridurre gli standard assistenziali. Illuminazione, cucine, frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, acqua calda, climatizzazione e riscaldamento devono essere garantiti quotidianamente.
In molte strutture sono presenti persone anziane, persone con disabilità o con particolari fragilità per le quali il mantenimento di condizioni ambientali adeguate costituisce parte integrante dell’assistenza.
“Una struttura sociale o sociosanitaria – sottolinea Pili – non è un’attività nella quale, di fronte all’aumento dell’energia, si può semplicemente decidere di ridurre la produzione. Noi abbiamo persone da assistere ogni giorno. E dobbiamo farlo mantenendo gli stessi livelli di sicurezza, qualità e dignità”. Inoltre, si evidenzia dalla Confcooperative Federsolidarietà, con l’aumento del costo dei carburanti si registrano sovraccosti importanti anche nei trasporti che le comunità sostengono quotidianamente nell’accompagnare gli ospiti a scuola, alle visite mediche, alle terapie, nei centri di formazione, alle attività educative e agli incontri con i servizi sociali e sanitari.
Nei servizi domiciliari sono invece gli operatori a dover raggiungere le abitazioni delle persone assistite, percorrendo spesso numerosi chilometri nel corso della giornata. Emerge in questo caso la grave situazione che in Sardegna si determina per via delle distanze, della dispersione territoriale e della necessità di garantire servizi anche nei piccoli centri e nelle aree interne.
Secondo uno studio dell’Ufficio Studi della Confcooperative Sardegna, un’impresa cooperativa impegnata nella gestione di 4 strutture socioassistenziali nel territorio con un fatturato di circa 3 milioni di Euro subirebbe un danno enorme perché avrebbe sovra costi energetici per circa 100mila Euro. “Si tratta di numeri che ci preoccupano moltissimo, perché erodono quasi completamente la capacità di fare nuovi investimenti per migliorare continuamente l’offerta dei servizi alle persone bisognose che vivono nelle comunità: occorre che si rilanci una stagione di grande sensibilità politica, che guardi al welfare come una opzione strategica di sviluppo dei territori”, sottolinea Pili. “A tutto questo si aggiunge il costo del personale, che rappresenta la voce principale dei bilanci delle cooperative sociali e che è in forte crescita, giustamente, perché i lavoratori devono essere remunerati correttamente”. Gli incrementi retributivi derivanti dal precedente rinnovo del CCNL delle Cooperative Sociali sono stati un passaggio importante e necessario per riconoscere il valore professionale e la responsabilità dei lavoratori del settore, secondo la Federsolidarietà Sardegna e lo è anche la apertura di una nuova fase di confronto per il rinnovo contrattuale, in un momento nel quale il settore deve contemporaneamente affrontare anche la difficoltà di reperire alcune figure professionali.
“La valorizzazione del lavoro è indispensabile – afferma Pili – e al tempo stesso dobbiamo guardare alla sostenibilità complessiva del sistema. Le cooperative non possono trovarsi contemporaneamente ad affrontare l’aumento del costo del lavoro, dell’energia, dei carburanti, degli alimentari e di tutte le altre forniture senza strumenti capaci di accompagnare una fase così eccezionale”.
Il Presidente di Federsolidarietà Sardegna evidenzia l’importanza del confronto in corso con l’Assessorato regionale della Sanità e delle Politiche sociali per la definizione del nuovo sistema tariffario delle strutture sociali e sociosanitarie.
Cagliari, 16 settembre 2026



